Così recitava una nota canzone di Elio e le storie tese ed ora finalmente dopo DIECI ANNI di BUIO… eccoli che tornano
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/litfiba-tornano/litfiba-tornano/litfiba-tornano.html
Speriamo speriamo incrociamo le ditaaaaaaaaa!!!!
Prime indiscrezioni, il titolo di una nuova canzona sarà Sole Nero, tutto sullo stile 17 re e Spirito!!!
Sto male…
Si è pensato di fare una rimpatriata con vecchi amici e gente che non si vede da tanto, se per caso non sono riuscito a sentirvi o mi sono scordato (mio malgrado di voi, avvisatemi che prenoto per un po’ di gente in più).
La cena si voleva farla sabato 1 agosto in un luogo ancora da definire, aggiungetevi numerosi posti limitati!!
Causa serie di eventi a catena, si è deciso di fare una cena “only man” come ai vecchi tempi.
Partecipanti
Io.
Max.
Chiavix.
Romanucci.
Sarucci. (sei sicuro????)
Biasutti.
Christian.
Blasocci.
Altri in attesa…
Cena DA SANDRO, se siete la gente di merda che penso, sapete di cosa parlo….
Oggi sotto l’effetto di psicofarmaci e affaini, resisi necessari per la mia guarigione, mi sono messo a leggere alcuni commenti che c’erano sulle foto della vecchia gallery.
Fin qua niente di male direte voi, penserete “ah chissà che foto ha visto, cosa gli han ricordato”… invece no, non sono state le foto a farmi venire malinconia… bensì un NUMERO… Avete capito bene un numero.
Il numero in questione è 62.211.189.233, a molti di voi forse non dirà molto, ma ad alcuni dice un sacco di cose.
Questo è stato l’indirizzo IP che sono riuscito a tenere sempre uguale, quando avevo la prima adsl della telecom, per 2 anni di fila circa, tramite uno scamuffo particolare, ho avuto sempre quello. Grazie a quello non mi servivano tutte quelle menate, di noip, dyndns o affini.
Ovunque ero io sapevo che quel numero mi avrebbe portato a casa
Quanti ricordi…
La mia bibilica opera prosegue, sta iniziando a prender forma… (per chi si fosse perso la prima parte)
Qualcuno a cui non ho già detto cos’è riesce a indovinare cos’è?
Saluti
Auguri alla mia macchina che oggi ha fatto 100.000 km!!!

Il cruscotto della Punto con 100.000 km!!!
Il pignarûl (plurale pignarûi) è una tradizione popolare del Friuli e di parte del Veneto che consiste nel bruciare pire di legno nel periodo di inizio anno. Analoghi riti si svolgono in tutto il Nordest: in Veneto, ad esempio, possono chiamarsi panevìni o panaìni (da pan e vin “pane e vino”, il povero cibo che si consuma durante il falò), pirołe-parołe, vècie (“vecchie”: le pire possono assumere la forma di un fantoccio); nel basso Friuli prende il nome di foghera o casèra.
Solitamente si svolgono la sera del 5 gennaio o del 6 gennaio, ma esistono moltissime versioni di questa tradizione.
Sembra che questa usanza risalga a riti pre-cristiani: i Celti infatti accendevano dei fuochi per ingraziarsi la divinità relativa e bruciavano un fantoccio rappresentante il passato.
Rimasta intatta come rituale da svolgersi nella vigilia dell’Epifania, ancor oggi la fiamma simboleggia la speranza e la forza di bruciare il vecchio (non a caso si può bruciare la “vecchia” posta sopra la pira di legna) e la direzione delle scintille viene letta come presagio per il futuro: in Friuli, per esempio, se si dirigono verso est ci sarà buona sorte nei mesi a venire, se si dirigono verso ovest sarà tempo per andare in cerca di fortuna. Si noti allora il proverbio friulano: se il fum al va a soreli a mont, cjape il sac e va pal mont; se il fum invezit al va de bande di soreli jevât, cjape il sac e va al marcjât (“se il fumo va a occidente, prendi il sacco e va per il mondo [emigra in cerca di lavoro]; se il fumo invece va a oriente, prendi il sacco e va al mercato”); e una variante del Veneto orientale: se le fuìsche le va a matìna, ciòl su’l sàc e và a farina; se le fuìsche le va a sera pàn e poènta a pièn caliera (“se le faville vanno a oriente, prendi il sacco e va a farina; se le faville vanno a occidente, pane e calderone pieno di polenta”).
Mentre il falò ardeva, i contadini in cerchio gridavano e cantavano varie formule augurali. Il rogo viene talvolta benedetto dal parroco con l’acqua santa e lo scoppiettare del fuoco veniva identificato con il demonio infuriato che fuggiva.
Un’altra credenza ritiene che la caduta della croce o del palo che sostiene le pire possa portare male. In alcune zone esso doveva restare in piedi per almeno otto giorni.
Il rito dei fuochi è anche un momento in cui la comunità si raccoglie per stare in compagnia. Viene accompagnato dalla degustazione di vin brulè e di pinza, focaccia tipica di questa festa e cotta talvolta tramite gli stessi roghi. Attualmente, per l’occasione possono venire organizzati spettacoli pirotecnici.
Tra i più celebri pignarûi del Friuli è il cosiddetto Pignarûl grant di Tarcento.
Per quanto riguarda il 2009 il pignarûl di tarcento ha decretato un inizio anno difficile, ma poi andrà bene.
Il fumo si e’ diretto verso Sud SudEst, da cui il Vecchio Venerando ha tratto l’auspicio per il nuovo anno, come succede da 81 anni.
L’indovino ha inoltre invitato a uno sforzo per la pace nel mondo.
”La gente – ha detto – ha bisogno di sicurezza e di aiuto, soprattutto verso gli anziani e verso chi soffre”.
Sperin ben…
Ebbene si, Drupal non lo sopportavo, troppo macchinoso, troppo compilcato (per le 4 cagate che dovevo fare) e alla fine ho ceduto, ormai sono un WordPress Addicted, semplice rapido e indolore e ormai ci smanaccio da parecchio tempo.
Dite che sono un fannullone? Se lo fossi non sarei qua a scrivere e modificare tutto quanto
Saluti
Matteo

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