14 apr 2009 @ 10:58 PM 

Vediamo quanti giorni sto…cimg6090

Posted By: diablo666
Last Edit: 15 apr 2009 @ 10:44 PM

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Categories: diablo666, matteo, tempo libero
 28 gen 2009 @ 3:25 PM 

Auguri alla mia macchina che oggi ha fatto 100.000 km!!!

Il cruscotto della Punto con 100.000 km!!!

Il cruscotto della Punto con 100.000 km!!!

Posted By: diablo666
Last Edit: 28 gen 2009 @ 03:25 PM

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 07 gen 2009 @ 8:51 AM 

Il pignarûl (plurale pignarûi) è una tradizione popolare del Friuli e di parte del Veneto che consiste nel bruciare pire di legno nel periodo di inizio anno. Analoghi riti si svolgono in tutto il Nordest: in Veneto, ad esempio, possono chiamarsi panevìni o panaìni (da pan e vin “pane e vino”, il povero cibo che si consuma durante il falò), pirołe-parołe, vècie (“vecchie”: le pire possono assumere la forma di un fantoccio); nel basso Friuli prende il nome di foghera o casèra.
Solitamente si svolgono la sera del 5 gennaio o del 6 gennaio, ma esistono moltissime versioni di questa tradizione.

Sembra che questa usanza risalga a riti pre-cristiani: i Celti infatti accendevano dei fuochi per ingraziarsi la divinità relativa e bruciavano un fantoccio rappresentante il passato.

Rimasta intatta come rituale da svolgersi nella vigilia dell’Epifania, ancor oggi la fiamma simboleggia la speranza e la forza di bruciare il vecchio (non a caso si può bruciare la “vecchia” posta sopra la pira di legna) e la direzione delle scintille viene letta come presagio per il futuro: in Friuli, per esempio, se si dirigono verso est ci sarà buona sorte nei mesi a venire, se si dirigono verso ovest sarà tempo per andare in cerca di fortuna. Si noti allora il proverbio friulano: se il fum al va a soreli a mont, cjape il sac e va pal mont; se il fum invezit al va de bande di soreli jevât, cjape il sac e va al marcjât (“se il fumo va a occidente, prendi il sacco e va per il mondo [emigra in cerca di lavoro]; se il fumo invece va a oriente, prendi il sacco e va al mercato”); e una variante del Veneto orientale: se le fuìsche le va a matìna, ciòl su’l sàc e và a farina; se le fuìsche le va a sera pàn e poènta a pièn caliera (“se le faville vanno a oriente, prendi il sacco e va a farina; se le faville vanno a occidente, pane e calderone pieno di polenta”).
Mentre il falò ardeva, i contadini in cerchio gridavano e cantavano varie formule augurali. Il rogo viene talvolta benedetto dal parroco con l’acqua santa e lo scoppiettare del fuoco veniva identificato con il demonio infuriato che fuggiva.
Un’altra credenza ritiene che la caduta della croce o del palo che sostiene le pire possa portare male. In alcune zone esso doveva restare in piedi per almeno otto giorni.

Il rito dei fuochi è anche un momento in cui la comunità si raccoglie per stare in compagnia. Viene accompagnato dalla degustazione di vin brulè e di pinza, focaccia tipica di questa festa e cotta talvolta tramite gli stessi roghi. Attualmente, per l’occasione possono venire organizzati spettacoli pirotecnici.

Tra i più celebri pignarûi del Friuli è il cosiddetto Pignarûl grant di Tarcento.

Per quanto riguarda il 2009 il pignarûl di tarcento ha decretato un inizio anno difficile, ma poi andrà bene.

Il fumo si e’ diretto verso Sud SudEst, da cui il Vecchio Venerando ha tratto l’auspicio per il nuovo anno, come succede da 81 anni.

L’indovino ha inoltre invitato a uno sforzo per la pace nel mondo.
”La gente – ha detto – ha bisogno di sicurezza e di aiuto, soprattutto verso gli anziani e verso chi soffre”.

Sperin ben…

Posted By: diablo666
Last Edit: 07 gen 2009 @ 08:51 AM

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